Telelavoro e smart working, attenzione alla sicurezza: i consigli

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Nelle aziende e nella PA si sta diffondendo, anche e soprattutto in seguito all’emergenza Coronavirus, il fenomeno del telelavoro e dello smart working. Ecco tutto quello che c’è da sapere per valutarne correttamente i vantaggi e saper gestire eventuali problematiche di sicurezza – fonte: cybersecurity360.it

Tante aziende italiane stanno spingendo in questo periodo sul telelavoro e politiche aziendali basate sullo smart working in seguito all’allarme Coronavirus e alle misure di prevenzione e controllo decise dal Governo per contenere e limitare il diffondersi del virus COVID-19 proveniente dalla Cina. Ma oltre ai vantaggi bisogna considerare alcuni rischi di sicurezza da tenere presente. E che è possibile gestire.

Telelavoro e smart working: i vantaggi

Il telelavoro (la possibilità di un dipendente, o di un collaboratore, di svolgere le proprie mansioni in una posizione geografica che differisce dalla sede lavorativa dell’azienda meditante l’utilizzo delle moderne tecnologie informatiche e di telecomunicazione) dà parecchi vantaggi.

Dal punto di vista aziendale i vantaggi partono da un potenziale risparmio dei costi delle utenze, (consumo energetico, sul riscaldamento o climatizzazione, dell’acqua ecc.), fino ad agevolazioni di natura fiscale che dovranno essere valutate con il proprio consulente fiscale, ma non si fermano qui.

Anche il lavoratore può trarre beneficio dal lavoro da remoto e, più in generale, dallo smart working: infatti, non dovendo più perdere tempo ed energie per recarsi nella sede di lavoro ha più tempo per sé stesso, per i propri affetti ed una potenziale riduzione dello stress unito ad un risparmio economico legato al non dover usare il proprio mezzo di trasporto o i mezzi pubblici; ma di contro, vi sarà un aumento del consumo delle proprie utenze domestiche.

Come si usa dire, non è tutto oro quello che luccica. Abbiamo infatti il rovescio della medaglia.

Telelavoro e smart working: soluzioni di sicurezza

Un’azienda, infatti, ha un potenziale risparmio economico da una parte, ma deve dall’altra coprire le spese correlate a questa tipologia di lavoro, fornendo inoltre un adeguato supporto tecnico e deve prevedere delle procedure e dei mezzi di sicurezza per tutelare i dati aziendali e non.

Seppur sia sempre stata molto importante, la protezione dei dati personali ora dal mio punto di vista acquisisce un maggior peso sia per l’entrata in vigore del GDPR sia per una crescente complessità degli attacchi informatici.

Al fine di mitigare il rischio che i dispositivi dati al dipendente per lavorare da remoto possano essere usati come cavallo di troia da cyber criminali per accedere all’azienda o ai suoi dati, è bene obbligare il dipendente ad usarli per i soli scopi lavorativi e proteggere questi stessi dispositivi con le più moderne tecnologie informatiche tenendoli inoltre sempre aggiornati.

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