Smart working: guida alle soluzioni per il lavoro moderno

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Tutto quanto serve per fare smart working: dalle piattaforme di web conference ai software di accesso remoto, dai servizi di condivisione file agli strumenti di comunicazione –  fonte: 01net.it

L’argomento smart working è da tempo uno dei temi più caldi e dibattuti per quanto riguarda il futuro del lavoro, ed è diventato decisamente virale come strumento per mantenere l’attività aziendale durante la crisi del coronavirus.

È indubbio che questo modo di lavorare avesse finora trovato più spazio nelle testate di settore e nei dibattiti che non in seno alle realtà italiane, culturalmente poco propense ai cambiamenti e ancor meno verso un approccio al lavoro così diverso dalle nostre abitudini.

Tuttavia, anche in Italia lo smart working sta guadagnando spazi crescenti, per una serie di indubbi vantaggi che porta in dote.

In questo articolo trovate le soluzioni abilitanti per lo smart working, adatte a grandi aziende, Pmi e liberi professionisti:

Piattaforme di web conference
  • Gotomeeting
  • Webex
  • Teams
  • Zoom
  • Wildix
  • Koimeeter
  • Lifesize
  • Promelit
  • Facetime
File sharing professionale:
  • Dropbox
  • Box
  • Wetransfer
  • Google Drive
  • Microsoft OneDrive
Software di accesso remoto
  • Teamviewer
  • Parallels Access
Strumenti
  • Poly
  • Logitech

Quanto smart working si fa

Numerosi studi hanno dimostrato come la principale obiezione delle aziende verso lo smart working non abbia fondamento: i lavoratori a distanza in media producono di più di chi lavora nei convenzionali ambienti di lavoro.

La situazione italiana nel 2019 è stata fotografata dall’Osservatorio smart working della School of Management del Politecnico di Milano I numeri sono decisamente in crescita rispetto al 2018, +20% anno su anno.

Ma in volume siamo ancora molto lontani da quote anche solo sufficienti: sono solamente 570000 gli smart worker nel nostro paese.

Una delle ragioni di questo divario verso le altre nazioni occidentali è la grande frammentazione delle attività italiane, in larga parte Pmi. E proprio in queste ultime l’adozione dello smart working è quantomeno deludente: i margini di crescita sono senza dubbio elevatissimi, così come i benefici ottenibili.

Lo stesso Osservatorio ha indicato come i benefici ottenibili dall’introduzione dello smart working da parte delle aziende siano notevoli miglioramento della produttività, riduzione dell’assenteismo e riduzione dei costi destinati agli spazi fisici (che potrebbero essere di metratura ridotta).

L’Osservatorio Smart Working ha stimato nell’ordine del 15% l’incremento di produttività per uno smart worker nel contesto di un modello maturo.

Un’ulteriore accelerazione proviene dalla banda larga che  sta gradualmente diffondendosi sul territorio nazionale, anche in seguito agli stimoli messi in campo dal governo con la Agenda Digitale.

Le reti mobili sempre più performanti daranno ulteriore impulso allo smart working, in particolare le reti 5G  promettono di offrire prestazioni finora impensabili.

La connettività è di fatto un prerequisito per qualsiasi tipologia di lavoro agile: la multimedialità sempre più spinta è essenziale per annullare le differenze fra chi lavora in sede e chi lo fa in modo agile.

Nel mondo anglosassone, più ricettivo verso le novità, lo smart working è una realtà affermata da tempo.

Per questo esiste un mercato florido e consolidato, in cui le novità tecnologiche si sono susseguite e hanno prodotto soluzioni adatte ad ogni portafoglio ed esigenza, si tratti di web conference o file sharing, senza scordare le soluzioni hardware abilitanti.

Una delle parole chiave per lo smart working è interoperabilità: le organizzazioni e i propri collaboratori non devono preoccuparsi della compatibilità del proprio hardware o sistema operativo con una piattaforma di smart working.

Le piattaforme di web conference

gotomeeting

Senza dubbio le piattaforme di web conference sono quelle che meglio rispondono alla idea di smart working: permettono di replicare a distanza l’ambiente di lavoro, la collaborazione fra membri del team e la condivisione del lavoro.

La prima soluzione che vi presentiamo è Gotomeeting. La piattaforma di web conference ha una lunga storia che risale fino al lontano 2004, quando lo smart working era senza dubbio un concetto ancora tutto da sviluppare. Gotomeeting nasce da una idea di Citrix che ne ha guidato a lungo lo sviluppo, fino allo spin-off avvenuto nel 2015 e la fusione dello stesso con LogMeIn nel 2017: ad oggi è proprio LogMeIn a proseguire nel lavoro su questa piattaforma.

Gotomeeting è in grado di interfacciarsi con qualsiasi piattaforma hardware a disposizione, fissa o mobile: Mac, PC, Chromebook, Linux e ovviamente tramite app per iPhone, iPad o dispositivo Android.

Inoltre, grazie alla funzione InRoom Link la piattaforma funziona con i sistemi per sale videoconferenze di svariati produttori, compresi Polycom, Lifesize e Cisco, che supportano H.323.

Le funzioni messe a disposizione sono complete: è possibile condividere lo schermo di computer, smartphone e tablet senza limiti e tanto in rete locale quanto in mobilità; è anche possibile scegliere di effettuare la condivisione a livello di singola applicazione.

Le conferenze audio VoIP sono il punto forte di Gotomeeting e, nella versione per enterprise, arrivano fino a 3000 partecipanti.

Sostanzialmente, qualsiasi dispositivo utilizzi per accedere a Internet può essere usato anche per tenere una conferenza telefonica di GoToMeeting o per parteciparvi. È anche possibile aggiungere la funzione Numeri verdi e Call Me alle opzioni audio integrate VoIP.

Le videoconferenze creano una connessione visiva dal vivo tra due o più persone distanti, consentendo di parlare direttamente con l’innegabile vantaggio offerto dal linguaggio non verbale.

La piattaforma offre quindi video HD ma al tempo stesso si adatta automaticamente alla larghezza di banda e alle risorse hardware disponibili di ciascun utente. In qualsiasi momento è possibile scegliere di disattivare la parte video, o di attivare la propria webcam.

Inoltre è possibile registrare le conferenze e condividerle (ad esempio con colleghi impossibilitati a parteciparvi), salvandole in locale o nel cloud. Ampia anche la compatibilità con e-mail e calendari per la gestione degli inviti programmati.

webex

Cisco WebEx è senza dubbio una piattaforma molto popolare e diffusa; di proprietà di Cisco dal 2007, è in realtà ben più longeva: WebEx è stata infatti fondata nel 1995 da Min Zhu e Subrah Iyar, che nel 2007 ne cedettero la proprietà a Cisco per 3,2 miliardi di dollari.

WebEx gode di un crescente successo, e la stessa società indica in 200 milioni  gli utenti attivi ogni mese, responsabili di ben 125 miliardi di riunioni annue.

Gestire un volume di dati e utenti così importante testimonia di per sé la solidità della piattaforma.

Con Cisco Webex Meetings le organizzazioni hanno a disposizione audio e video HD,  onnettendo i membri del team e mettendo loro a disposizione una comunicazione multimediale disponibile in multipiattaforma.

I membri del team sono liberi di partecipare attivamente da browser, dispositivi mobili o dispositivi video per sale riunioni, anche di terze parti.
La semplicità d’uso è un punto fermo per WebEx, ed infatti per partecipare a una riunione basta premere un pulsante verde per avviare la connessione.

Inoltre, la tecnologia si adatta all’ambiente e rileva automaticamente i rumori di sottofondo per eliminare i disturbi. Webex Meetings è in grado di zoomare su chi sta parlando a prescindere da dove si trovi o dal dispositivo

Webex Teams svolge un compito sinergico: è infatti sufficiente creare un workspace e invitare le persone che dovranno avervi accesso. Da quel momento, tutti i dispositivi registrati di ogni partecipante verranno sincronizzati in tempo reale, in modo da permettere una collaborazione senza vincoli di tempo o di spazio, garantendo l’interoperabilità sempre con la massima sicurezza (la crittografia dei dati è end-to-end).

teams

Anche Microsoft è presente nel crescente (e ricco) mercato delle piattaforme collaborative, e lo fa con TeamsLa soluzione proposta dalla società americana sostituisce Skype for Business Online come soluzione per le riunioni online professionale di Microsoft e ne amplia notevolmente le potenzialità

Teams unisce messaggistica istantanea, videoconferenze, chiamate e collaborazione ai documenti in un’unica app integrata.

Lanciato nel 2016, Teams sta raggiungendo numeri sempre più grandi ed è ora utilizzato in più di 329000 organizzazioni a livello globale. Una cifra in continua e veloce crescita se pensiamo alle 200.000 di inizio 2018.

Teams consente di facilitare le comunicazioni tra dipendenti e i flussi stessi di lavoro, grazie anche all’integrazione con Office 365 e la possibilità di utilizzare 150 applicazioni (tra cui anche Dynamics 365) e servizi sviluppati da terze parti.

Grazie alla stretta integrazione con Office 365, non è necessario cambiare app quando bisogna lavorare a un documento con altre persone.

È possibile creare il documento Word, Excel o PowerPoint in Teams, condividerlo immediatamente con i colleghi e poi con il co-autore in un batter d’occhio. Naturalmente Teams esiste anche come app per device mobili, e permette di sfruttare le funzionalità video, voce e collaborative anche in mobilità.

zoom

Zoom è un altro nome noto quando si parla di web conference. La società è stata fondata nel 2011 da Eric Yuan, un ex-ingegnere proveniente dal team Cisco Webex.

Zoom è una piattaforma di videoconferenza cloud based, che permette agli utenti di usare il proprio sistema video come Polycom, Lifesize, e altri ancora in Sip H323.

Audio e video sono in qualità HD, ed è previsto il supporto a 1000 partecipanti alle sessioni video, con 49 streaming contemporanei a schermo. Più utenti possono quindi condividere il proprio schermo e creare appunti condivisi, così come è possibile registrare in locale le sessioni e ottenere una trascrizione automatica.

Zoom supporta i calendari per fissare meeting, ed è compatibile con Outlook, Gmail e iCal.

Esistono numerosi plugin per Office 365, Outlook e Gmail, oltre ad estensioni per i browser Chrome, Firefox e Safari, senza scordare le app per Android e iOS per una compatibilità pressoché completa.

È inoltre possibile scegliere di usare Zoom anche come cloud PBX, facendone di fatto il gestore unico delle comunicazioni aziendali.

wizyconf

Wildix è una realtà europea con headquarter a Tallin, in Estonia, ma con solide radici anche in Italia e precisamente a Trento.

La società è molto attiva nel settore delle Unified Communications and Collaboration, e si rivolge ad un mercato fatto tanto da large enterprise quanto Pmi. Sono numerose le tecnologie sfruttate da Wildix, prima fra tutte l’opensource WebRTC, che consente consente ai browser di effettuare in tempo reale la videochat.

Anche per questo, la soluzione Wildix rende possibile il Byod, consentendo ai collaboratori di utilizzare i propri dispositivi anche in azienda. Smartphone e Tablet, con le app di Wildix diventano parte delle Unified Communications.

Tra le proposte di Wildix citiamo Ubiconf: interamente basata su WebRTC, è quindi sufficiente un web browser per partecipare a videoconferenze con utenti interni ed esterni direttamente dalla interfaccia Collaboration.

Inoltre, sono disponibili una serie di dispositivi complementari per aumentare le prestazioni delle videoconferenze: ubiconf-Voice (per grandi sale conferenze) e ubiconf-Huddle (per piccole sale conferenze).

Infine, Wildix propone una soluzione integrata che sfrutta WebRTC e Chrome OS. Stiamo parlando di Wizyconf, per la cui facilità d’uso e installazione viene proposta attivamente anche a piccole e medie imprese.

La conference permette di installare fino a 3 monitor con un supporto essenziale. Sono incluse due webcam: la prima è 4K Ultra HD, statica, con un angolo di 120 gradi con funzione di autofocus. La seconda fotocamera è una PTZ che offre uno zoom ottico 12 X. Completano il quadro due microfoni HD invisibili agli utenti: possono essere installati sul soffitto o sulla scrivania.

qnap

Qnap ha una lineup più variegata, che spazia dai dispositivi di networking ai Nas, alla archiviazione dati cold e, ovviamente, videoconferenze.

La società taiwanese è principalmente nota per i propri sistemi di storage di rete, ma con KoiMeeter affronta con qualità la sfida delle sale riunioni di piccole e medie dimensioni grazie al supporto per presentazioni wireless, trascrizione audio, traduzione in tempo reale, comunicazione multi piattaforma e archiviazione locale

Il dispositivo per conferenze video KoiMeeter visualizza le immagini su uno schermo Hdtv mediante la porta Hdmi. Abbinato a telecamere e altoparlanti compatibili, è possibile implementare il sistema per conferenze video senza complesse impostazioni.

Con KoiMeeter, è possibile chiamare un altro dispositivo KoiMeeter o sistema SIP compatibile (come Avaya, Polycom, e altri) per avviare una chiamata video.

Infine, Qnap offre l’applicazione mobile KoiTalk che consente di partecipare alle riunioni dai dispositivo mobile, e supporterà entro il secondo trimestre 2020 la comunicazione fino a quattro direzioni.

lifesize

Lifesize è una società specializzata in soluzioni audio/video e conta su una lunga esperienza: la data di fondazione è il 2003. Dal 2009 al 2016 è stata parte di Logitech, pur continuando a operare in modo autonomo rispetto al resto della società svizzera.

Lifesize propone una offerta completa, in grado di gestire qualsiasi platea:  Lifesize Dash, adatto a utenti singoli o piccoli gruppi (per le stanze mini, in grande aumento di popolarità) fino ad arrivare a Lifesize Dash, pensato per stanze di oltre 200 metri quadri e oltre 30 posti.

La società produce prevalentemente hardware, come il telefono per sale riunioni Lifesize Phone HD, dotato di schermo touch e quattro microfoni posizionati ortogonalmente.

L’algoritmo di beamforming guida lo spostamento dei microfoni verso il luogo in cui si trova chi sta parlando. Ricordiamo anche la gamma di videocamere per conferenze Icon, con diversi modelli adatti ad ogni esigenza.

Inoltre, Lifesize non trascura la parte software. L’app Lifesize è disponibile per browser (Firefox, Internet Explorer 11, e Safari), come app web completa di tutte le funzionalità (Google Chrome, Microsoft Edge), app desktop (Windows, Mac) e per dispositivi mobili (iOS, Android).

È dotata di rubrica precompilata con funzione di ricerca e supporto presenza, rubrica meeting, chat individuale e di gruppo in un meeting, oltre a  condivisione di audio e schermo e altro ancora.

Grazie a Lifesize Live Stream gestisce riunioni in streaming dal vivo per un massimo di 10 000 utenti . I contenuti registrati in Full HD vengono automaticamente organizzati in canali, ed è possibile registrare da qualsiasi dispositivo che supporta Lifesize app.

promelit

A ben rappresentare il nostro paese ci pensa Promelit, una delle realtà più storiche del settore: la società di Cinisello Balsamo ha aperto i battenti nel lontano 1982, e da allora ha sempre ampliato il ventaglio di proposte per i propri clienti.

Oltre ai servizi di manutenzione, installazione e cablaggio reti, Promelit ha nel tempo messo a catalogo una serie di prodotti che vanno dai monitor per signage alle etichette elettroniche. Non manca certo una soluzione di unified communication & collaboration.

Infatti, un’unica interfaccia comune permette di raggiungere i colleghi utilizzando differenti canali, come instant messaging, e-mail, Sms, ma anche il tradizionale telefono o lo smartphone. Quest’ultimo, aziendale o privato, diventa grazie a UCS il proprio telefono, dove poter essere raggiunti sempre e ovunque. I colleghi possono vedere se l’utente è disponibile oppure no.

Una analoga possibilità viene proposta anche in cloud: La soluzione smartiCloud unifica in una piattaforma, fonia, connettività, audio e video conferenza, sistemi di condivisione di file e immagini, accessibili da molteplici situazioni; basta un accesso a internet per comunicare in piena libertà.

Sempre attraverso smartiCloud Promelit eroga anche i servizi di video e meeting collaboration per conferenze audio e video fino a 50 utenti con desktop sharing, white board e immagini in alta qualità. Disponibile anche su mobile grazie al supporto WebRTC nativo.

facetime

Una soluzione rivolta al solo mondo Apple, ma molto diffusa fra gli utenti macOS e iOS, è FaceTime.
Lanciata nel 2019, questa applicazione è, come da tradizione Apple, semplice da usare e molto affidabile.

Nonostante Apple non rilasci  aggiornamenti per FaceTime da diversi anni, il fatto che sia preinstallata nei sui device ne fa spesso la scelta di elezione per le videocomunicazioni. Gli utenti in mobilità internazionale apprezzano il poter chiamare altri utenti FaceTime attraverso reti WiFi, evitando importanti costi di roaming internazionale.

Pur senza essere una soluzione di web conference, è senza dubbio assimilabile allo smart working per l’utilizzo che se ne può fare al di fuori del normale ambiente di lavoro.

File sharing professionale

Un vero smart working difficilmente può prescindere dalla condivisione di file, talvolta anche di dimensioni rilevanti, tanto con i colleghi quanto con clienti e/o fornitori.

Per questa ragione esistono una serie di servizi specificamente pensati per questo scopo, vediamone alcuni.

dropbox

Un esempio concreto è senza dubbio Dropbox. Si tratta di uno dei primi servizi di questo tipo a essere stato lanciato nel 2007.

Oggi Dropbox ha un business model freemium: una parte gratuita con pochi giga a disposizione viene erogata per utenti privati, con spazio web in crescita in funzione di quanti altre persone si iscrivono dietro suggerimento. La parte premium, destinata ad aziende e professionisti, si compone di un articolato prospetto di piani pensati per il singolo utente a partire da 2 Tbyte, fino ad arrivare a piani enterprise con spazio web illimitato.

Inoltre, Dropbox non si limita a fornire un mero storage cloud, ma permette di crea, archiviare e condividire i contenuti cloud di Documenti, Fogli e Presentazioni Google, i file di Microsoft Office e Dropbox Paper insieme ai file tradizionali.

La compatibilità con Slack e Zoom permette a questo servizio di essere un supporto integrato per le web conference, ed è anche pensato per il lavoro in team: infatti è possibile invitare il team a cartelle condivise, dove è possibile aggiungere e modificare file. Le modifiche sono sincronizzate automaticamente, cosicché tutti hanno le più recenti versioni nelle loro cartelle Dropbox.

box

Anche Box presenta un modello di business simile, con un account base gratuito e una serie di servizi crescenti per la clientela aziendale o professionale. La differenza è posta non tanto sul piano dello spazio cloud concesso (che è illimitato su quasi tutte le offerte) ma in virtù del numero crescente di opzioni

Box è ancora oggi guidata da Aaron Levie, che la creò nel lontano 2005 come progetto durante i propri studi al college.
Un set di Api, messo a disposizione degli sviluppatori, permette di creare add-on e plugin per integrare box nei propri software alle organizzazioni che ne vogliono beneficiare.

Grazie a questo approccio, Box si integra con più di 1.000 fornitori di software, come Office 365, Google Suite, Salesforce e Adobe Sign, perciò è possibile impiegare Box come hub di contenuti centrale, consentendo al tempo stesso ai dipendenti di continuare a utilizzare le proprie app.

Per agevolare le organizzazioni a sfruttare al meglio i propri dati, esiste Box Skills. Si tratta di un framework che applica tecnologie di intelligenza artificiale ai contenuti in Box, creando una struttura ed estraendo informazioni dettagliate dai dati in scala, come l’etichettatura di immagini, la trascrizione vocale e la comprensione del linguaggio naturale.

wetransfer

Un servizio molto verticale e altrettanto diffuso è WeTransfer. In questo caso siamo di fronte a una proposta sia gratuita per utilizzi privati di invio file anche di grandi dimensioni.

Il servizio per professionisti e organizzazioni, denominato Pro, permette di trasferire fino a 20 gigabyte di file o cartelle (senza bisogno di creare file zip). Lo spazio messo a disposizione è di 1 terabyte, ed è il cliente a  decidere se i trasferimenti saranno disponibili per una settimana, un mese o per sempre.

È possibile controllare quante volte vengono scaricati i trasferimenti, impostare una password di protezione e personalizzare la data di eliminazione dei trasferimenti stessi. Sono anche stati creati connettori per Slack, Chrome, Firefox, Sketch e Thunderbird.

google drive

Un altro popolare servizio di storage cloud è senza dubbio Google Drive. Preinstallato in molti device Android, è per un ampio numero di utenti la scelta di elezione quando si tratta di archiviare dati nel cloud: nel momento in cui scriviamo sono oltre 5 miliardi i download della app fatti dal solo Play Store di Android.

Oltre alla versione gratuita e rivolta ad utenti privati, esiste tuttavia anche Drive EnterpriseQuesta versione consente ai team di muoversi con strumenti di collaborazione come Documenti, Fogli e Presentazioni, su una piattaforma sicura basata su cloud che permette agli utenti la condivisione, l’archiviazione e l’accesso ai file.

Drive è compatibile con più di 100 tipi di file, compresi i file di Microsoft Office e utilizza l’intelligenza artificiale di Google per la gestione automatica delle “aree di lavoro” consigliate, fornendo un accesso rapido ai documenti utilizzati più frequentemente. La stessa intelligenza artificiale viene addestrata con algoritmi di machine learning, che ne aumentano l’efficienza con il passare del tempo.

onedrive

Infine, anche Microsoft ha un proprio servizio molto gettonato: stiamo parlando di OneDriveAl pari di Drive, anche OneDrive esiste in versione gratuita e professionale, ma in questo caso il business model è molto diverso e strettamente legato ad Office 365.

Sebbene sia possibile pagare un abbonamento per il solo storage cloud, quasi tutte le offerte commerciali di Microsoft sono pensate per sfruttare la profonda integrazione fra OneDrive e la suite di produttività.

Gli utenti di Office possono quindi archiviare, accedere e trovare sia file personali che quelli di lavoro condivisi in Microsoft 365, incluso Microsoft Teams, da tutti i dispositivi. Le modifiche apportate offline verranno caricate automaticamente alla prima connessione ad internet.

Software di accesso remoto

A corredo delle soluzioni di cui vi abbiamo parlato, esistono anche strumenti e software complementari e comunque decisamente utili nella gestione dello smart working. Sistemi audio/video sono infatti indispensabili per le web conference, e non a caso molti software sono compatibili con una ampia gamma di produttori hardware.

Inoltre, il lavoro agile prevede vantaggi ma anche ostacoli, primo fra tutti quello di non poter contare sulla presenza fisica dei reparti IT e della loro assistenza. Anche per questo la teleassistenza fa parte, a pieno titolo, di quanto necessario per lo smart working.

teamviewer

Fra i software più noti per la assistenza remota, senza dubbio Teamviewer riveste un ruolo di primo piano.

Questo prodotto permette di prendere il controllo in sicurezza di un computer remoto, tanto da device fissi quanto smartphone o tablet: in questo modo un tecnico può svolgere i propri compiti di assistenza da qualsiasi luogo. È possibile collaborare online, partecipare a meeting, comunicare in chat con singoli o gruppi ed effettuare videochiamate con un solo clic. Il software è in grado di funzionare con qualsiasi connessione a disposizione; sena dubbio la banda larga agevola non poco l’esperienza d’uso.

Teamviewer ha inoltre esplorato la successiva frontiera della assistenza a distanza, con Teamviewer Pilot. Stiamo parlando in questo caso di realtà aumentata: l’utente chiede supporto per una operazione da svolgere, e attraverso la fotocamera dello smartphone l’operatore vede con precisione il problema. Sullo schermo dell’utente invierà quindi informazioni pratiche su come affrontare la situazione.

parallels access

Anche Parallels (società ben nota agli utenti Apple) ha una soluzione di gestione remota, con un intento leggermente diverso. Parallels Access non nasce infatti con lo scopo di fornire teleassistenza, quanto di permette ad un utente di poter lavorare sul proprio computer da dovunque si trovi e con qualsiasi piattaforma fissa o mobile.

Un desktop remoto fortemente ottimizzato per smartphone e tablet: grazie alla tecnologia definita “applification” Parallels Access permette di usare tutte le applicazioni desktop come se fossero app native per iPhone, iPad o dispositivo Android.

Inoltre, Parallels Access offre la possibilità di cercare, visualizzare e aprire tutti i file che si trovano sul computer remoto, che sia un Mac o un PC. È inoltre possibile collegare Dropbox, Google Drive o OneDrive a Parallels Access e accedere ai file ovunque si trovino, sul computer o in uno storage cloud compatibile.

Strumenti

poly

In merito alle soluzioni hardware, Poly è senza dubbio una autorità nel settore. La società, nata dalla fusione di due realtà autorevoli come Plantronics e Polycom, riveste un ruolo importante nel segmento delle comunicazioni VoIP e web conference.

Secondo la società, entro il 2023 almeno il 73% delle conferenze si terranno non nelle classiche sale riunioni, bensì n più piccole huddle room. Per questo propone prodotto come Poly Studio, una USB video bar con audio HD, microfono con cancellazione di rumore ed eco, e videocamera 4K. Il raggio di azione del microfono, circa 3,5 metri, rende questa soluzione idonea allo scopo delle huddle room.

La gamma di conference phone Poly Trio è anch’essa nel solco di abilitare qualsiasi spazio a sala conferenza, visto che organizzazioni di ogni dimensione non possono né vogliono dover vincolare un determinato spazio fisico a specifiche funzioni. La flessibilità aumenta la produttività e riduce i costi.

Poly è presente a 360 gradi nella collaboration, con soluzioni che possono essere adatte al singolo utente così come a gruppi di lavoro, tanto in software quanto in hardware (sia multimediale sia solo audio).

logitech group

Altro brand storico è senza dubbio Logitech La società svizzera è da tempo attiva non solo nel settore delle periferiche di input come mouse e tastiere, ma ha anche una lineup di prodotti video. Inizialmente dedita alla produzione di webcam, nel tempo Logitech ha messo a listino numerose soluzioni adatte sia a huddle room, che a sale riunioni di medie e grandi dimensioni.

Prodotti come Group sono infatti pensati per gruppi fino a 20 persone, grazie al video HD e lo zoom 10× e al microfono con raggio di azione nativo di 8,5 metri, estendibile fino ad ulteriori 15 metri.

Meetup è invece una soluzione adatta ad ambienti ridotti, anche grazie alle tecnologie RightSound che includono un set di microfoni beamforming in grado di ridurre il rumore di fondo ed eseguire il bilanciamento automatico istantaneo del volume delle voci, e alla videocamera 4K.

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