Boom di lavoratori freelance nel Mezzogiorno: +73% in 6 anni

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Sono sempre di più le persone che, in Italia, decidono di lavorare come freelance – fonte ottopagine.it

Sono sempre di più le persone che, in Italia, decidono di lavorare come freelance. Secondo i dati rilevati da Freelancers Union, si parla infatti di un aumento annuo del +23% circa, rispetto ai passati 12 mesi.

Vantaggi quali il poter gestire al meglio il proprio tempo o l’essere padroni del proprio lavoro, decidendo in piena autonomia quando dove e come lavorare, sono certamente tra le ragioni che spingono sempre più italiani a scegliere questo genere di lavoro, soprattutto nel Sud del nostro paese.

Fenomeno freelance: la crescita in Italia

Stando infatti agli studi condotti da Confcommercio, negli ultimi sei anni il numero dei liberi professionisti nel nostro paese è cresciuto del +56% e l’incremento appare ancora maggiore se si considera il tasso di crescita nelle regioni del Sud Italia, dove si sono raggiunti picchi del +73%.

Una crescita certamente ingente, che però pare non essere accompagnata da un pari aumento del reddito per i lavoratori autonomi del Meridione. Sebbene infatti dal 2013 il reddito medio annuo di un libero professionista italiano sia salito di circa 2600 euro, quello di un freelance milanese risulta comunque quasi il doppio di quello del collega di Vibo Valentia. Con una forbice che attualmente si attesta intorno ai 10mila euro, il divario che da sempre divide il Nord dal Sud sembra anche in questo caso essere più che evidente.

Lavorare da casa: pro e contro

I vantaggi del lavoro da casa come freelance sono evidenti. Innanzi tutto, il professionista può gestire come meglio crede il proprio tempo, pianificando gli orari che preferisce e organizzando in maniera completamente autonoma il proprio lavoro – scegliendo per altro personalmente i clienti. Inoltre, anche il risparmio in termini economici non è da sottovalutare, dato che annullando le spese di benzina, pasti fuori casa e altre voci, le statistiche dicono che si possa risparmiare fino a 1500 euro annui.

Di contro, chi lavora come freelance pare subire particolarmente la mancanza di contatto sociale con altre persone, dato che spesso scambiare due chiacchiere con un collega può essere un efficiente momento di distrazione e relax. Allo stesso modo, prima di intraprendere in maniera entusiastica questa strada bisogna considerare il fatto che, generalmente, un freelance lavora più ore mensili di un lavoratore dipendente e potenzialmente tutti i giorni. Il tutto in un ambiente che, come può essere quello casalingo, è generalmente pieno di distrazioni.

Diventare un freelance: da dove partire

Si comincia innanzi tutto dall’organizzazione del proprio ambiente di lavoro, un passaggio assolutamente essenziale per ottimizzare le proprie performance. In tal senso, è bene dotarsi innanzitutto della giusta strumentazione. Servono dunque almeno un buon PC e una connessione Internet potente, in quanto soprattutto in determinate professioni i clienti sono gestiti per lo più online. Sebbene quindi fino a qualche anno fa chi viveva fuori dalle grandi città si vedeva escluso da servizi di internet veloce, fortunatamente oggi la tecnologia LTE utilizzata da compagnie come Linkem, permette di avere una buona connessione ADSL per partite IVAanche dove la tradizionale rete cablata non arriva.

In secondo luogo, è essenziale pianificare attentamente le attività che dovranno essere svolte durante la giornata, di modo da non avere perdite di tempo e poter monitorare costantemente i propri progressi. In questo modo, si riuscirà a comprendere immediatamente se le proprie ore di lavoro sono state produttive.

Combattere le distrazioni comportate dall’utilizzo di social network e smartphone è altrettanto essenziale: quando infatti si finisce la giornata pensando di non aver avuto abbastanza tempo per lavorare, molto spesso questo è dovuto alla scarsa concentrazione che si è tenuta durante l’orario di lavoro. Anche il tempo dedicato alle distrazioni dovrà essere attentamente programmato all’interno delle ore di lavoro.

Infine, può essere utile annotare a fine giornata i propri progressi e i propri errori, in modo da poter verificare come è stato impiegato il proprio tempo e come migliorare le proprie prestazioni.

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